The shape of my heart

Questi sono i miei pensieri, questi sono i voli della mia mente, questi sono i moti della mia anima, questa è la forma del mio cuore.
martedì, 20 ottobre 2009

I conquistadores!

 

Tremonti e la svolta del posto fisso
Brunetta: soluzione del secolo scorso



È stato l’uomo delle «partite Iva». Dell’esaltazione del valore dell’autoimprenditorialità. E non ha esitato ad applicare l’ingegneria finanziaria ai conti pubblici. Ieri però il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha espresso in maniera netta il ritorno alla sua formazione economica originaria e cioè al pensiero socialista: «Solo il posto di lavoro fisso assicura la base sui cui organizzare il proprio progetto di vita e di famiglia».  «Non credo che la mobilità di per sé sia un valore» ha specificato Tremonti che ha aggiunto nel suo intervento a un convegno della Banca Popolare di Milano: «La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità - ha aggiunto il ministro nel suo intervento a un convegno della Banca Popolare di Milano - per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no».


Una piroetta ideologica che, resa palese ieri, in realtà parte da lontano. Senza arrivare agli ideali del socialismo riformista sposati nella sua giovinezza politica, già ad aprile del 2008 caduto il governo Prodi e alla fine della campagna elettorale Tremonti aveva esposto più o meno lo stesso concetto: «Difendo la logica del posto fisso. La nostra tradizione è questa. Non accetto un mondo dove la precarietà è segno di modernità». Insomma il cambiamento era allora in nuce. Ma già condensato nel suo manifesto ideologico racchiuso nel libro: «Paura e Speranza. Europa la crisi globale che si avvicina e la via per superarla» giusto in quei momenti uscito nelle librerie italiane. Allora lo tsumani finanziario era appena cominciato negli Stati Uniti e in pochi capivano cosa sarebbe accaduto in Europa.


E allora le tesi di Tremonti sulla necessità di etica e di regole nell'economia suonavano ancora come meri esercizi intellettuali. Oggi le sue illuminazioni non sono più guardate con scetticismo. E per un motivo semplice. Nel frattempo a indicare la strada a un nuovo modello di economia è arrivata l'enciclica di Benedetto XVI «Caritas in Veritate». Una prosecuzione ideale e aggiornata della dottrina sociale della chiesa iniziata da Leone XIII nel 1891 con la Rerum Novarum e seguita dalla Centesimus Annus di Giovanni Paolo II. Così il disegno che oggi ispira l'azione del ministro Tremonti trova un'ancora ideologica Oltretevere, un punto di riferimento che nella crisi dei valori della società moderna, può rappresentare una proponibile «terza via». Nulla accade per caso. I segnali di una saldatura tra la filosofia politica del ministro e il Vaticano sono ancora sottotraccia ma evidenti se considerati nel loro insieme.


Non è un caso ad esempio che l'ispiratore dell'ultima enciclica papale sia stato un economista vicino al ministro dell'economia come Ettore Gotti Tedeschi, banchiere rappresentante in Italia dello spagnolo Santander e fresco di nomina alla presidenza di quell'Istituto per le Opere Religiose, lo Ior, la banca vaticana che dopo aver attraversato zone grigie nella sua gestione e aver fatto della riservatezza bandiera gestionale, promette con il passaggio di consegne di aprirsi all'esterno e fare della trasparenza lo strumento per adempiere la sua missione di sostegno economico al clero e alla comunità cattolica in senso lato. Lo stesso Gotti Tedeschi poi è da poco entrato nel cda della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Un pachiderma bancario pubblico che «dorme» su una massa di 100 miliardi di euro raccolti attraverso le Poste e utilizzati finora per assicurare mutui a tassi convenienti agli enti locali. Missione lodevole ma insufficiente. Ecco che ancora una volta le parole della dottrina sociale sono potenzialmente in grado di modificare la realtà. E Tremonti diventa braccio operativo di un progetto ambizioso: trasformare la Cdp nel serbatoio finanziario per l'economia reale. Quella snobbata da una certa finanza autoreferenziale.


Ma costituita dalle piccole e medie imprese alla canna dell'ossigeno che chiedono fidi e che ottengono solo cortesi «no» allo sportello. Economia reale. Persone. Famiglie. Gente che vive del proprio lavoro. A questo segmento della società italiana guarda la Chiesa e Tremonti, in cuor suo, si candida a guidare l'azione politica per aiutarla. I sindacati sono già al suo fianco.
 

Fonte: IL TEMPO.IT
Filippo Caleri

20/10/2009



Tremonti e la scoperta dell'acqua calda....
....e con questa dichiarazione,mi sà che lui se l'è giocato ...IL POSTO FISSO!

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venerdì, 16 ottobre 2009

Cronache dall'inferno

L'Aquila, 14 ottobre 2009 ore 20:00.
La colonnina di mercurio segna 0 gradi.


Il 30 settembre le tendopoli dovevano sparire, tutti dovevano avere una casa nell'aquilano, tutti gli follati dovevano tornare a L'Aquila... queste erano le promesse...
Se si tiene conto dei tempi e dei costi di Onna, poteva essere fatto e sarebbe stato possibile persino iniziare le ricostruzioni.
Ad Onna, in meno di 2 mesi sono state costruite tutte le abitazioni provvisorie, così, da circa un mese, tutti gli abitanti hanno un tetto sulla testa.
In un'intervista qualche cittadino di Onna mi ha manifestato tutta la soddisfazione per il lavoro fatto in questo posto TOTALMENTE distrutto dal terremoto. E il mio pensiero è corso subito al governo Berlusconi, che nulla ha potuto qui ad Onna, dove le costruzioni sono dovute al buon cuore del Trentino, sotto la supervisione del governo tedesco, chissà quanto avrà rosicato Berlusconi!!!!

Mettiamo a confronto le casette di Onna e il progetto C.A.S.E. de L'Aquila:

Onna: costo 800€ al mq, garantendo agli onnesi un quartiere provvisorio grazioso, risparmiando molti soldi da utilizzare nella ricostruzione.
Progetto C.A.S.E.:costo 2700€ al mq, quasi 5 volte la somma impiegata ad Onna, soldi sperperati tra le varie ditte edili.

Onna: Sono tutti in casa da metà settembre.
Progetto C.A.S.E.: Sono ancora nelle tende, o deportati sulla costa o in paesini lontani anche oltre 70 km, contro il loro stesso volere di restare a L'Aquila.


Onna: Casette ecologiche smontabili e riutilizzabili per un eventuale altro disastro in qualsiasi altra città..
Progetto C.A.S.E.:Per farle hanno deturpato un paesaggio meraviglioso, sfondando intere montagne. Un'inutile colata di cemento per una base che dovrebbe in realtà mantenere palazzi dai 10 piani in su, non i tre piani realizzati.
Palazzi moderni dagli infissi blu elettrico o giallo canarino che nulla hanno a che fare con lo stile pittoresco degli antichi paesini aquilani.


Onna: il quartiere è stato costruito rispettando spazi per la viabilità automobilistica.
Progetto C.A.S.E.: i palazzoni sono concentrati in un unico punto, servito da una sola strada principale, già trafficatissima. Quando tutti i residenti occuperanno le case si prevede un caos bestiale!!





Sono tornata da loro, gli aquilani, probabilmente si è instaurato in me quel meccanismo di ribellione che non accetta che tutto resti impunito e silenzioso.
Per entrare nella tendopoli ho nascosto la mia piccola telecamera nella borsa. Al controllo documenti mi dicono che sono tutti in mensa, questa volta sono riuscita ad entrare nella tendopoli senza problemi...
Non li conoscevo prima di quel maledetto 6 aprile, pensavo "chissà se mi riconosceranno, se si ricorderanno di me".
Al mio arrivo in mensa sono stata invasa da sorrisi, abbracci e baci...noto con piacere che la gioia di rivederci non è solo mia.
Per loro sono chi ha permesso che la loro voce arrivasse a voi... sembra poco, a L'Aquila pare tanto...
Mi invitano a sedermi con loro, nonostante il cibo scarseggi cercano di costringermi ad accettare di dividere il loro pasto, o quel pezzettino di ciambella a testa che avevano...
penso, "se lo sapevo preparavo la Caprese Napoletana e la portavo... sono proprio una cafona!"

Non faccio in tempo a sedermi che cominciano a raffica i racconti dell'orrore:
"Dopo che hai pubblicato l'intervista che mi hai fatto ho ricevuto minacce, leggi qui questo sms"
"Mi hanno telefonato, mi hanno minacciato, dicono che se rilascio altre interviste mi denunciano, io ho detto solo la verità"
"Sai cosa ci fanno qui, riutilizzano le bottiglie dei tavoli e le riempiono con altre bottiglie degli altri tavoli"
"Non ci lasciano portare l'acqua nella tenda"
(penso, "se fanno un annuncio televisivo dicendo che a L'Aquila mancano cibo e acqua gli italiani si mobiliteranno di nuovo... perchè tutta questa indifferenza?
Probabilmente perchè questa vetrina mediatica deve risultare perfetta")
"Hai saputo della roulotte che è andata a fuoco? Stavamo per bruciare vivi tutti"
"L'Enel ha abbassato i voltaggi e la notte va via la luce, ci svegliamo ghiacciati"

E per quanto riguarda gli abitanti delle case popolari di San Gregorio...
"Siamo gli sfollati di serie B, noi delle case popolari saremo gli ultimi ad avere casa"
"Le nostre case classificate "C" (grossi danni strutturali) sono state riclassificate "A"(piccoli danni strutturali) senza ulteriore controllo, vogliono farci rientrare in quelle case e nessuno si prende la responsabilità di eventuali tragedie"
"Ho scoperto che le case popolari al comune erano registrate come stalle e garage e non come case"...
"La mia casa risultava una stalla... io sarei una mucca? Ti rendi conto di cosa ci hanno fatto?"
"San Gregorio risultava terreno agricolo, non poteva essere usato come terreno edificabile, ci hanno fatto le case, ci hanno costruito un intero paese, ci hanno mandato a morire, la faglia che hai sotto i piedi è ad altissimo pericolo sismico!"
"Una ragazza aveva aperto un sito trasparente per raccogliere soldi per noi delle case popolari, l'hanno minacciata, gli hanno fatto chiudere il sito!"


Li fermo, troppe informazioni, tutte insieme, non memorizzo... chiedo loro di raccontare tutto davanti alla telecamera, si rifiutano, dopo le minacce ricevute non possono più raccontare la verità...


Helene Benedetti


Fonte : http://www.facebook.com/note.php?note_id=156599811266&id=101748583911&ref=nf
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martedì, 13 ottobre 2009

citazioni del giorno

"Fa' di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l'intera responsabilità."


"
Se non c'è uno specchio, non vuol dire che non hai un volto."

(Osho)

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categorie: citazioni, pensieri
domenica, 11 ottobre 2009

Le verità nascoste....neanche tanto!

"Governare gli italiani non è difficile,
è inutile!"


(Giovanni Giolitti)
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categorie: citazioni, esperienze
domenica, 11 ottobre 2009

Se voi uomini solo sapeste!

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giovedì, 08 ottobre 2009

Incungruenze caritatevoli

Dalla bacheca del gruppo "EMERGENZA ALLUVIONE MESSINA" su FB, di cui sono fondatrice:


Sono assolutamente nauseata e delusa, ancora una volta ci siamo rivelati per quel che siamo....Come alcuni di voi sicuramente avranno notato, ho modificato le specifiche di questo gruppo, nato inizialmente sotto il fervore dell'emergenza e con lo spirito della CARITA'...ma a quanto pare, anche la CARITA' ha bisogno di essere ufficializzata.Per questo avverto tutti che L'UNICA iniziativa UFFICIALE della CARITAS è la raccolta FONDI che avrà UFFICIALMENTE inizio giorno 11 ottobre.....Raccolta a cui io, personalmente NON parteciperò.Avrei tanta voglia di riportare, qui a conoscenza di tutti, alcuni episodi vissuti in territorio abruzzese con la CARITAS locale, episodi che mi spingono a questa scelta, ma non è questa la sede....
Oggi sono stata ai centri di raccolta della PC a consegnare, per conto della CARITAS(o almeno questo era il mio intento e lo spirito con cui ho promosso la raccolta) il risultato della generosità dei parrocchiani del mio paese(che ringrazio tutti a nome...MIO!e di tutti coloro che ne beneficeranno),quando sono stata informatache UFFICIALMENTE la CARITAS di MESSINA non ha autorizzato alcuna raccolta di beni di prima necessità (come se per fare una raccolta di questo tipo, in un momento di emergenza, ci fosse bisogno dell'AUTORIZZAZIONE, soprattutto in ambiente RELIGIOSO)e probabilmente nei prossimi giorni sarò biasimata per aver preso questa iniziativa personale.L'unico rimpianto che ho è quello di non essermi subito presentata alla protezione civile come semplice volontaria anonima, invece di aspettare che l'ente di "assistenza civile" di cui pensavo di far parte, si decidesse a fare qualcosa di più di una
 RACCOLTA FONDI UFFICIALE E AUTORIZZATA.
Già, perchè pensavo, nella mia immensa ignoranza, che l'esperienza dell'emergenza in abruzzo, potesse avere una qualche rilevanza nella scelta dei volontari di "casa nostra" e invece mi sento dire che la CARITAS, deve coordinarsi col comune, che non può agire autonomamente e che il COMUNE ha già messo nelle mani di non meglio specificate COOPERATIVE ( già a dire la parola mi viene l'orticaria!) che gestiranno i bisogni e le necessità degli alluvionati, ospitati nei vari alberghi della città...(sfruttando il lavoro di volontari e dipendenti interinali ai fini di lucro, aggiungo io!),per cui la CARITAS, può solo occuparsi di coordinare e sostenere le parrocchie zonali nell'assistenza spirituale di questi poveri disgraziati... tramite COMUNICATI UFFICIALI e raccolte fondi AUTORIZZATE.In tutto questo, io vengo spedita ad un convegno regionale sull'ascolto,organizzato un mese fà e al quale "sarebbe un peccato mancare", come se non ci fossero cose più importanti da fare!
E mentre da TUTTA ITALIA, persino da L'Aquila, ricevo, grazie a questo gruppo e a FB, manifestazioni di solidarietà e offerte di aiuto, domani mattina partirò con la MIA macchina, alla volta di Pergusa, in compagnia di due suore che altrimenti sarebbero rimaste a casa, per questo IMPERDIBILE incontro regionale.Alla fine di tutto questo sfogo che prego tutti di perdonare, mi sento di dare un consiglio a coloro che, animati di autentica carità per il prossimo, volessero aiutare, anche con poco, i cittadini di serie B vittime di questo evento, di recarsi PERSONALMENTE ai centri di raccolta della PC,dove troverete tanti ragazzi gentili e disponibili che sapranno accogliervi, consigliarvi ed indirizzare la vostra generosità.
GRAZIE ANCORA DI CUORE A TUTTI!
postato da NaimaSplinder alle ore 16:26 | link | commenti
categorie: esperienze, sicilia, è litalia che và
domenica, 02 agosto 2009

poesia del giorno





Se la vita sapesse il mio amore!
me ne andrei questa sera lontano.
Me ne andrei dove il vento mi baci
dove il fiume mi parli sommesso.

Ma chi sa se la vita somiglia
al fanciullo che corre lontano ...

 

(Sandro Penna)

postato da NaimaSplinder alle ore 21:18 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, poesie, ricordi, sogni
lunedì, 20 luglio 2009

Canzone del giorno



Giulia si sposa

Giulia si sposa,
ma che sorpresa,
Giulia che

quand'era insieme a me,
diventava seria,
le mancava l'aria,
se insistevo, vieni a vivere con me,


diceva: "io do a un uomo tutto,
ma non accetto che pensi Giulia è mia".

Giulia si sposa,
è la sola cosa,
che lei non ha
mai fatto, insieme a me,
 
perché lei diceva,
che l'amore è amore,
non un contratto o un fido in banca,
dirà di si perché è un po'stanca,

ma chi la sposa non sa una cosa,

 
Giulia, io e te,
sappiamo invece che,
nessuno più di me al mondo,
ti conosce fino in fondo,
sa dirti il fatto tuo,
sa prenderti se stai cadendo,

sposarti è un gioco nuovo,
però non t'assomiglia,

 
e Giulia, è Giulia,
solo con me.

Giulia si sposa,
ha già la casa,
si farà le foto in chiesa;
lei, lei che odiava fare,
quel che fa la gente,
ma io lo sò che cosa ha in mente,
arriverà davanti al prete,
ma Giulia è Giulia,
e li dirà di no.

Giulia io e te,
sappiamo bene che,
nessuno più di me al mondo,
ti conosce fino in fondo,
sa dirti il fatto tuo,
sa prenderti se stai cadendo,
puoi parlo fino in fondo,
il gioco se ne hai voglia,
ma Giulia è Giulia,
solo con me,
puoi parlo fino in fondo,
il gioco se ne hai voglia,
ma Giulia è Giulia,
solo con me.

(Pooh)
postato da NaimaSplinder alle ore 21:04 | link | commenti
categorie: pensieri, song, lieti eventi
domenica, 12 luglio 2009

Filastrocche da campo...


SAN MICHELE

San Michele aveva un gallo
bianco, rosso, verde e giallo
e per farlo cantar bene
lui gli dava latte e miele....
...latte e miele...
...latte e miele...
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categorie: ricordi, esperienze, amicizia, unforgettable
lunedì, 25 maggio 2009

Messina, isola felice....

Questo è un post di denuncia.

La denuncia della mia profonda indignazione, cresciuta e consolidata nel tempo, oggi è giunta al culmine e non può più essere taciuta.

Pochi, forse, leggeranno le mie parole, ma serviranno comunque a gettare tutto il veleno che mi porto dentro da anni di vita in questa abominevole città dispotica.

Messina è una città bellissima, si stende sorniona tra mare e monti della bella isola che greci, normanni, turchi, persiani, romani, austriaci, finanche gli americani e i libici avrebbero voluto per sé: la Sicilia.Il sole splende per 300 giorni l'anno, il clima è mite, il paesaggio rigoglioso le risorse abbondanti.....le note dolenti arrivano quando si cerca di descriverne gli abitanti ed in particolare, quelli delle classi più abienti che gestiscono, manipolano, condizionano e sfruttano l'esistenza della restante parte della popolazione.

Dopo 30 anni vissuti, barcamenandomi tra i labirinti ciechi della messinesità, che troppo spesso ha minacciato di inglobarmi; ho imparato a riconoscere, evitare e condannare i greti lati oscuri e mafiosi del nostro menage cittadino; in qualche modo, nella grande fortuna che mi è capitata in ambito professionale, mi sono adattata al desolante “è così, non possiamo far niente per cambiare le cose”, ripetuto all'infinito e mai, MAI digerito.

Adesso BASTA! Devo, voglio fare qualcosa per liberarmi da questo veleno che intossica la mia mente da tropo tempo, qualcosa che forse rimarrà inascoltato, che forse resterà solo ciò che è : uno sfogo, ma che per qualche ora mi farà respirare di sollievo. Giusto solo qualche ora, finchè non mi ritufferò tra le strade assolate e tra i “è così, non possiamo far nulla per cambiare le cose”.

Io vivo in una città in cui, i commercianti, nella loro infinita arroganza, si abrogano il diritto di decidere della vita dei loro dipendenti, anche nei particolari più intimi, negandogli i diritti fondamentali di esseri umani.

Io vivo in una città dove i dipendenti sono costretti a tornare indietro la metà della loro paga, una volta scambiato l'assegno di stipendio rilasciato dal loro datore di lavoro;

io vivo in una città dove i contratti di apprendistato vengono rinnovati all'infinito, anche dopo il superamento dell'età limite e dove i dipendenti assunti part time sono costretti a lavorare full time, senza ferie, senza riposo settimanale, firmando tredicesime e quattordicesime che non percepiscono;

io vivo in una città dove l'unione commercianti decide all'unanimità l'apertura incondizionata degli esercizi commerciali,anche nei giorni festivi,per tutto l'anno ma non effettuano turnazioni fra i dipendenti, che sono così costretti a lavorare tutto il giorno, tutti i giorni, 7 giorni su 7;

io vivo in una città dove l'unione commercianti aveva proposto l'apertura degli esercizi persino il giorno del Santo Natale ed è dovuto intervenire il vescovo per dissuaderli;

io vivo in una città dove l'iscrizione ad un sindacato equivale INEQUIVOCABILMENTE ad una condanna al licenziamento;

io vivo in una città dove un dipendente che lavora per più di 9 ore al giorno, percepisce al massimo 800 euro al mese;

io vivo in una città dove un famoso imprenditore che gestisce alcuni punti vendita di una famosa  catena alimentare , in fase di colloquio presenti un contratto a tempo indeterminato, con benefici e diritti di legge e poi, in fase di firma,presenti un contratto a tempo determinato di 4 mesi, part time ma faccia rispettare poi, orari da full time, con due festivi lavorativi al mese e nessun riposo settimanale; che pretenda, pena inficiamento della pratica di assunzione, la firma di scritture private,in cui il futuro dipendente si assume tutta la responsibilità di eventuali sanzioni da controlli sanitari o fiscali derivanti da proprie inadempienze e poi non fornisca il materiale adatto per cui le norme di legge possano essere rispettate, comprese le attrezzature finalizzate alla sicurezza contro gli infortuni sul posto i lavoro; consegni un tesserino da timbrare in entrata e in uscita per determinare eventuali straodrinari e poi ne pretenda il timbro in orari precisi costringendo il dipendente a lavorare oltre l'orario di chiusura.

Io vivo in una città dove la responsabile di un esercizio commerciale di una nota catena nazionale di abbigliamento per bambini, pretenda dalla futura dipendente, pena l'inficiamento della pratica di assunzione, la firma di una scrittura privata in cui una giovane donna che chiede solo il rispetto del suo diritto a lavorare, si impegni a dimettersi spontaneamente nel caso in cui si trovi in stato di gravidanza.

Io vivo in una città dove si preferisce non assumere gli extracomunitari o gli stranieri, perchè pretendono i loro diritti, denunciano i comportamenti fuori legge e sono soggetti a controlli più severi da parte delle istituzioni. Io vivo in una città dove “ se vuoi lavorare è così, altrimenti te ne vai”; io vivo in una città dove “se te ne vai, ne trovo altri dieci e li pago di meno”; dove le istituzioni aspettano denunce nominative per intervenire e dove i controllori si lasciano corrompere con qualche sconto sulla merce acquistata,

io vivo in una città dove non c'è spazio per l'onestà,

dove la dignità non paga,

dove non c'è posto per chi non vuole sottomettersi,

dove chi si ribella non ha futuro,

dove chi denuncia non lavora più,

nenche in nero.

Io vivo in una città dove si vuole realizzare l'opera d'ingegneria più innovativa di tutta Europa

ma non si riesce a garantire il rispetto del primo articolo della Costituzione Italiana,

il fondamento della Nostra Repubblica,

della nostra bella incravattata società Democratica!

 

 

Una sola parola.....

VERGOGNA!

postato da NaimaSplinder alle ore 14:20 | link | commenti (6)
categorie: esperienze, skleri, sicilia, skazzi

Chi sono

Utente: NaimaSplinder
Nome: Francesca D'Andrea
"io so che i picche sono le spade di un soldato so che i fiori sono armi da guerra so che i quadri significano denaro in questa arte ma questa non è la forma del mio cuore" Hanno detto di me: "You are like a bright star in the darkness of the night. Your courage is an example to anyone, and when you have children of your own one day, they will want to be just like you... The smile on your face will melt the hearts of people everywhere like the sun melts even the hardest ice. Believe in yourself as other people do." Se vi và di parlare un pò...io sono qui!

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