Roma...città eterna, mi sorprendi, ogni volta...
Anche quest'ultima volta in cui, dopo 8 ore di treno, più due di ritardo attese alla stazione, ti ho raggiunta, il 14 dicembre, in una mattinata chiara e fredda, una delle più fredde, a sentire chi tra le tue strade ci vive.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
finalmente pronta ad affrontarti e perdermi in te con una macchina fotografica degna di questo nome, mi hai fatto trovare tutti i tuoi monumenti in restauro!

Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
ho visto lo stupore negli occhi di chi ti ammirava per la prima volta.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
invece che a Trastevere ci hai fatti dirottare a ponte Milvio permettendoci di trovare quel piccolo fioraio che teneva tra gli altri fiori variopinti, quelle fiere sgargianti rose arancioni.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
in quel piccolo ristorante, vicino Piazza Venezia, ci hai fatto incontrare quel simpatico cameriere di origini calabresi che così tanto ci ha presi in simpatia e così tanto ci ha viziati fino alla fine con quei mandarini alcolici e la crema di limoncello.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
al ristorante tra tutti i VIP che potevi offrirci, ci hai fatto incontrare il ministro della salute Livia Turco che beveva cioccolata calda con panna montata (alla faccia della salute!)
Mi hai sorpesa anche stavolta quando...
alla stazione ci hai sorpresi intenti in un arrivederci sofferto e sospirato, un distacco necessario permeato da quella malinconia così dolce.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
ho riscoperto come il tuo fascino immutabile fonde, nel turbinio di umanità della Stazione Termini, il tuo fiero famoso passato, il nostro apparentemente eterno presente, un incerto agognato futuro.






XVII sonetto
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare che così
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
(Pablo Neruda)
...così vicino che la tua mano sul mio petto è mia...
...così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno...
....un bacio tesoro.....dal profondo del cuore!






