Oggi sono qui a parlare di te,
oggi che te ne sei andata,
silenziosa e leggera,
come un frullo d'uccellino.
Questo sembravi, in quel letto troppo grande,
su quelle lenzuola troppo bianche,
talmente banche da costringermi a chiudere gli occhi,
quando ho cercato di guardarti per l'ultima volta, nel tuo cappotto blu.
Tu, che per tutti noi sei sempre stata LA NONNA;
Tu che tanto spesso ci hai riuniti da ogni parte d'Italia;
Tu, che ti sei presa cura di tre generazioni tra figli, nipoti e pronipoti;
Tu, che canticchiavi insieme a me la canzone del Piave, raccontandomi di averla imparata da bambina, andando ad accogliere i soldati di ritorno dal fronte.
Chi ricorderebbe adesso le tue notti di Natale sulla spiaggia di Letojanni se non me le avssi raccontate?
Chi, le privazioni e le paure della guerra, l'orgoglio della casa costruita con le tue mani, pietra su pietra, insieme al nonno?
Quella stessa casa che ha visto molti di noi nascere, crescere e partire?
Tu che dicevi " Un sulu Diu e un sulu omu 'ntà mè vita", a noi che non conosceremo mai una fede così grande.
Tu che ripetevi "Vulitivi beni picchì non c'è nenti dà vita", a noi che non siamo più capaci di amarci come ci hai insegnato.
Quanti dolori ti abbiamo dato nonna?
Quanti pensieri che non lasciavano tranquille le tue notti?
Le tue preghiere erano sempre, tutte, piene dei nostri nomi e adesso, ti ricambiamo mestamente, pregando noi per te.
Troppo spesso, erano le tue braccia a stringermi;
troppo spesso, è stata la tua voce a chiamarmi dalla finestra nelle calde sere d'estate;
troppo spesso, i tuoi rimproveri riuscivano a farci chinare la testa, indipendentemente dalla nostra età.
Non ti vedrò più aggirarti per casa, nel tuo vestito nero a foglie marroni,
col tuo immacabile fazzoletto in testa a curare le tue piante, a stendere i panni al sole,
o con le mani impegnate a sgranare l'inseparabile rosario, in una litania che mi sembrava incomprensibile;
ma così voglio pensarti.....io, che non ho avuto il coraggio di venirti a trovare ancora,
perchè non sopportavo il pianto nei tuoi occhi, quando incontravano e riconoscevano i miei.
Ciao nonna, aspettami.