The shape of my heart

Questi sono i miei pensieri, questi sono i voli della mia mente, questi sono i moti della mia anima, questa è la forma del mio cuore.
lunedì, 25 maggio 2009

Messina, isola felice....

Questo è un post di denuncia.

La denuncia della mia profonda indignazione, cresciuta e consolidata nel tempo, oggi è giunta al culmine e non può più essere taciuta.

Pochi, forse, leggeranno le mie parole, ma serviranno comunque a gettare tutto il veleno che mi porto dentro da anni di vita in questa abominevole città dispotica.

Messina è una città bellissima, si stende sorniona tra mare e monti della bella isola che greci, normanni, turchi, persiani, romani, austriaci, finanche gli americani e i libici avrebbero voluto per sé: la Sicilia.Il sole splende per 300 giorni l'anno, il clima è mite, il paesaggio rigoglioso le risorse abbondanti.....le note dolenti arrivano quando si cerca di descriverne gli abitanti ed in particolare, quelli delle classi più abienti che gestiscono, manipolano, condizionano e sfruttano l'esistenza della restante parte della popolazione.

Dopo 30 anni vissuti, barcamenandomi tra i labirinti ciechi della messinesità, che troppo spesso ha minacciato di inglobarmi; ho imparato a riconoscere, evitare e condannare i greti lati oscuri e mafiosi del nostro menage cittadino; in qualche modo, nella grande fortuna che mi è capitata in ambito professionale, mi sono adattata al desolante “è così, non possiamo far niente per cambiare le cose”, ripetuto all'infinito e mai, MAI digerito.

Adesso BASTA! Devo, voglio fare qualcosa per liberarmi da questo veleno che intossica la mia mente da tropo tempo, qualcosa che forse rimarrà inascoltato, che forse resterà solo ciò che è : uno sfogo, ma che per qualche ora mi farà respirare di sollievo. Giusto solo qualche ora, finchè non mi ritufferò tra le strade assolate e tra i “è così, non possiamo far nulla per cambiare le cose”.

Io vivo in una città in cui, i commercianti, nella loro infinita arroganza, si abrogano il diritto di decidere della vita dei loro dipendenti, anche nei particolari più intimi, negandogli i diritti fondamentali di esseri umani.

Io vivo in una città dove i dipendenti sono costretti a tornare indietro la metà della loro paga, una volta scambiato l'assegno di stipendio rilasciato dal loro datore di lavoro;

io vivo in una città dove i contratti di apprendistato vengono rinnovati all'infinito, anche dopo il superamento dell'età limite e dove i dipendenti assunti part time sono costretti a lavorare full time, senza ferie, senza riposo settimanale, firmando tredicesime e quattordicesime che non percepiscono;

io vivo in una città dove l'unione commercianti decide all'unanimità l'apertura incondizionata degli esercizi commerciali,anche nei giorni festivi,per tutto l'anno ma non effettuano turnazioni fra i dipendenti, che sono così costretti a lavorare tutto il giorno, tutti i giorni, 7 giorni su 7;

io vivo in una città dove l'unione commercianti aveva proposto l'apertura degli esercizi persino il giorno del Santo Natale ed è dovuto intervenire il vescovo per dissuaderli;

io vivo in una città dove l'iscrizione ad un sindacato equivale INEQUIVOCABILMENTE ad una condanna al licenziamento;

io vivo in una città dove un dipendente che lavora per più di 9 ore al giorno, percepisce al massimo 800 euro al mese;

io vivo in una città dove un famoso imprenditore che gestisce alcuni punti vendita di una famosa  catena alimentare , in fase di colloquio presenti un contratto a tempo indeterminato, con benefici e diritti di legge e poi, in fase di firma,presenti un contratto a tempo determinato di 4 mesi, part time ma faccia rispettare poi, orari da full time, con due festivi lavorativi al mese e nessun riposo settimanale; che pretenda, pena inficiamento della pratica di assunzione, la firma di scritture private,in cui il futuro dipendente si assume tutta la responsibilità di eventuali sanzioni da controlli sanitari o fiscali derivanti da proprie inadempienze e poi non fornisca il materiale adatto per cui le norme di legge possano essere rispettate, comprese le attrezzature finalizzate alla sicurezza contro gli infortuni sul posto i lavoro; consegni un tesserino da timbrare in entrata e in uscita per determinare eventuali straodrinari e poi ne pretenda il timbro in orari precisi costringendo il dipendente a lavorare oltre l'orario di chiusura.

Io vivo in una città dove la responsabile di un esercizio commerciale di una nota catena nazionale di abbigliamento per bambini, pretenda dalla futura dipendente, pena l'inficiamento della pratica di assunzione, la firma di una scrittura privata in cui una giovane donna che chiede solo il rispetto del suo diritto a lavorare, si impegni a dimettersi spontaneamente nel caso in cui si trovi in stato di gravidanza.

Io vivo in una città dove si preferisce non assumere gli extracomunitari o gli stranieri, perchè pretendono i loro diritti, denunciano i comportamenti fuori legge e sono soggetti a controlli più severi da parte delle istituzioni. Io vivo in una città dove “ se vuoi lavorare è così, altrimenti te ne vai”; io vivo in una città dove “se te ne vai, ne trovo altri dieci e li pago di meno”; dove le istituzioni aspettano denunce nominative per intervenire e dove i controllori si lasciano corrompere con qualche sconto sulla merce acquistata,

io vivo in una città dove non c'è spazio per l'onestà,

dove la dignità non paga,

dove non c'è posto per chi non vuole sottomettersi,

dove chi si ribella non ha futuro,

dove chi denuncia non lavora più,

nenche in nero.

Io vivo in una città dove si vuole realizzare l'opera d'ingegneria più innovativa di tutta Europa

ma non si riesce a garantire il rispetto del primo articolo della Costituzione Italiana,

il fondamento della Nostra Repubblica,

della nostra bella incravattata società Democratica!

 

 

Una sola parola.....

VERGOGNA!

postato da NaimaSplinder alle ore 14:20 | link | commenti (6)
categorie: esperienze, skleri, sicilia, skazzi

Commenti
#1    26 Maggio 2009 - 19:41
 
MA CHI SEI? COME TI PERMETTI DI DIRE CERTE COSE SULLA MIA ADORATA CITTA'? io non ho fratelli gemelli, e questa cosa non l'ho scritta io!!! credimi, se avessi avuto la tua capacità di sintesi, avrei scritto LE STESSE COSE!!! sono andato via per questo (ed altro!) con profondo rammarico... e la nostalgia è regina! vorrei spaccare tutto, entrare al municipio e prendere a calci in culo chi gestisce la "cosa" pubblica... troppo facile a dire, "troppo difficile" a fare... dovremmo invadere la città in centinaia di migliaia!!! e visto l'essere succubi dei politici, che promettono un lavoro (di merda E CON 1000 PALETTI) da parte "nostra" (non mia!), continueremo (ahinoi!) ad essere gli ultimi o penultimi... nei secoli dei secoli... voglio conoscerti: uomo o donna che tu sia! spero che il tuo commento colpisca al cuore i messinesi VERI, e che un giorno, grazie ai messinesi VERI, la nostra città torni allo splendore che merita!
ciao e grazie!
utente anonimo

#2    26 Maggio 2009 - 19:48
 
dimenticavo/vi una cosa... la frase: "chi ci voi fari, semu a Messina..."
utente anonimo

#3    26 Maggio 2009 - 20:58
 
Caro Utente anonimo, ho scritto questo sfogo perchè sono veramente arrivata al culmine dell'indignazione. A me piace la mia città, ma quanto è vero Iddio, lancerei una bomba chimica che ne uccidesse tutti gli abitanti!Siamo NOI il vero cancro della nostra terra, perchè non la amiamo abbastanza da rendercene orgogliosi!
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#4    06 Giugno 2009 - 13:14
 
Ho letto con attenzione, purtroppo la miseria morale di molti concittadini non si vede soltanto per quanto riguarda la questione del lavoro. Si vede in ogni cosa che tocca la vita sociale e personale.
L'alibi che danno i più colti è quello del terremoto, ma io ti dico che prima del terremoto i messinesi erano più o meno uguali ad adesso.
Allora che fare? Secondo me si deve cercare per prima cosa di capire cosa deve esserci a fondamento della nostra vita. Il lavoro è una cosa importante, ma teniamo presente che il lavoro è sempre un mezzo e non un fine. Anche se a Messina ci fosse il lavoro rimmarrebbero altri problemi anche più gravi.
L'altro giorno riflettevo sul fatto che città della Svizzera come Zurigo e Ginevra, perfette, pulite e ricche, sono al primo posto però nelle classifiche di uso di psicofarmaci e di suicidi. Questo è un segno che la crisi morale in altri posti è più diffusa anche se meno evidente. Per questo secondo me per cambiare i nostri concittadini c'è bisogno di una rinascita morale. Realisticamente si può dire che questo non potrà essere realizzato in breve tempo ma anzi ci vorranno più generazioni, ci vorrà l'impegno di molte persone ma prima di questo ci vorrà una presa di coscienza abbastanza forte. Ci riusciremo? Non so darmi una risposta ma mi viene in mente una bellissima frase: «Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare.»
Gli sfoghi fanno bene l'importante è che non diventino lagne ;)
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#5    19 Luglio 2009 - 14:10
 
Naima dirti che mi hai tolto le parole di bocca è troppo poco.
Sono Siciliana anche io, sono Messinese anche io, e come tale ti dico che la colpa è nostra. I signori che occupano le più ambite cariche istituzionali siciliani, e che non rendono la nostra vita migliore, ce li mettiamo noi ( e con rammarico ricordo che Il tal Totò Cuffaro fu sempre eletto dai siciliani,e si è tolto dai maroni solo per le vicende giudiziarie,altrimenti ancora lì a ricevere voti sarebbe stato); siamo noi che non denunciamo....e non facciamo nulla.
Per cosa hanno manifestato i messinesi tempo fa? Per il Messina Calcio che rischiava la retrocessione in Serie B, non certo per tutto lo schifo con cui ci troviamo a lottare tutti i santi giorni. Quello si che era un valido motivo per bloccare i traghetti...
Io lascerò Messina, dopo la laurea sparirò, non voglio regalare la mia vita a quattro baroni che tengono in pugno una città... Non voglio che i miei figli debbano sopportare tutto questo.
io rinuncio a credere che questa città possa cambiare, chiamatemi pure codarda.... ma io di vita ne ho una sola e farò di tutto per viverla al massimo, per avere tutto ciò che da Roma in sù hanno gli Italiani. Perchè io qui mi sento un italiana a metà.
E caro amico Messinese, questa non è una lagna, ma è solo l'amara constatazione della nostra realtà sociale; come dici tu è la nostra mente che si deve evolvere, che deve ampliare i propri orizzonti verso la vera vita fatta di rettitudine e onestà.
Solo che oggi a 28 anni, io mi sentirei come Don Chisciotte che lotta inutilmente contro i mulini a vento... Con chi devi parlare? Contro chi devi lottare per avere una vita dignitosa? Come devi fare?
Non ci credo più, mi dispiace dirlo ma lascio il mio posto libero a chiunque ha ancora la voglia e la volontà di credere che questa città possa cambiare.
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#6    16 Agosto 2009 - 00:46
 
dopo la vergogna...prossimo passo? ... anche qui nel culo della romagna le cose non vanno tanto meglio...
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Utente: NaimaSplinder
Nome: Francesca D'Andrea
"io so che i picche sono le spade di un soldato so che i fiori sono armi da guerra so che i quadri significano denaro in questa arte ma questa non è la forma del mio cuore" Hanno detto di me: "You are like a bright star in the darkness of the night. Your courage is an example to anyone, and when you have children of your own one day, they will want to be just like you... The smile on your face will melt the hearts of people everywhere like the sun melts even the hardest ice. Believe in yourself as other people do." Se vi và di parlare un pò...io sono qui!

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