

Roma...città eterna, mi sorprendi, ogni volta...
Anche quest'ultima volta in cui, dopo 8 ore di treno, più due di ritardo attese alla stazione, ti ho raggiunta, il 14 dicembre, in una mattinata chiara e fredda, una delle più fredde, a sentire chi tra le tue strade ci vive.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
finalmente pronta ad affrontarti e perdermi in te con una macchina fotografica degna di questo nome, mi hai fatto trovare tutti i tuoi monumenti in restauro!

Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
ho visto lo stupore negli occhi di chi ti ammirava per la prima volta.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
invece che a Trastevere ci hai fatti dirottare a ponte Milvio permettendoci di trovare quel piccolo fioraio che teneva tra gli altri fiori variopinti, quelle fiere sgargianti rose arancioni.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
in quel piccolo ristorante, vicino Piazza Venezia, ci hai fatto incontrare quel simpatico cameriere di origini calabresi che così tanto ci ha presi in simpatia e così tanto ci ha viziati fino alla fine con quei mandarini alcolici e la crema di limoncello.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
al ristorante tra tutti i VIP che potevi offrirci, ci hai fatto incontrare il ministro della salute Livia Turco che beveva cioccolata calda con panna montata (alla faccia della salute!)
Mi hai sorpesa anche stavolta quando...
alla stazione ci hai sorpresi intenti in un arrivederci sofferto e sospirato, un distacco necessario permeato da quella malinconia così dolce.
Mi hai sorpresa anche stavolta quando...
ho riscoperto come il tuo fascino immutabile fonde, nel turbinio di umanità della Stazione Termini, il tuo fiero famoso passato, il nostro apparentemente eterno presente, un incerto agognato futuro.





notti di telefonate a letto
notti di tivu' private
occhi naufraghi di gatti su un tetto
notti per star su
notti in macchina a parlare il vetro
basso per fumare
notti di canzoni vecchie ancora buone
da cantare
notti buie come un forno
notti insonni prima di un gran giorno
notti dure d'illusioni
lunghe scure di caffe'
notti di treni frettolosi
che attraversano stazioni
e scuotono valigie e cuori
notti di case illuminate
di parole grosse e di rumori
notti uscite da una festa
notti con i bigodini in testa
notti e nuvole piu' grandi del cielo
e il gelo di un autogrill
e se stanotte tu mi fossi accanto
stanotte che ti voglio
e non sai quanto
e se potessi fare in modo che Roma
non fosse lontana
per te tu che sei stata e sarai
tra le persone care
tu che mi stai
nei quattro angoli del cuore
ridammi in queste mani senza amore
l'amore delle mani tue
notti assonnate di lancette
che sbucciano i minuti
e pioggia dietro i vetri e cordicelle
ti di alberi fioriti
di nuovi nidi e nuove stelle
notti di un antifurto disperato
notti volanti di polizia
notti di un amore disgraziato
notti senza compagnia
notti di strade
spalancate di vento
notti e gia' ne avro' contate cento
notti e quante notti amare
ad aspettare te
(Claudio Baglioni U Beddu)